Underbrands
Non li vedi ma li compri.
There’s a moon over Bourbon street tonight
I see faces as they pass beneath the pale lamplight
I’ve no choice but to follow that call
The bright lights the people and the moon and all
Sono un Underbrand.
Nessuno mi vede, tutti mi conoscono.
Vivo nell’ombra, il mio profilo è una lama di luce. Mi muovo negli interstizi, tra i dettagli, le brecce sono la mia casa. Il mio potere è grande, lo sanno. Devono governarmi, gestirlo per evitare che lo liberi a loro danno.
Ma io non penso al mio potere, non mi interessa. Guardo la gente: la studio in silenzio. Ascolto, apprendo e creo. E quando scatto in avanti, tutti mi seguono.
I pray everyday to be strong
For I know what I do must be wrong
Sono un Underbrand. Un brand che vive dentro altri brand. Porto valore, attrazione. La gente mi vuole anche se non mi vede. Il mio Brand-lord è colui che mi ospita, che crea i suoi prodotti con me, io sono dentro i suoi prodotti.
Sono una tenaglia rosso carne che infiamma un disco di acciaio tra scintille impazzite e raggi in lega. Sono un esagono tra chiodi di gomma che si aggrappa alla vertigine delle vette più impervie. Sono farina che si trasforma nel fuoco come nessun’altra e fa divampare sapori ancestrali, intensi come un ricordo d’infanzia. Sono membrana di rettile impenetrabile, barriera invincibile per l’elemento di cui siamo fatti: acqua.
It was many years ago that I became what I am
I was trapped in this life like an innocent lamb
Sono nato da un sogno. Il sogno di qualcuno che non faceva come gli altri. Qualcuno che non aveva in mente altro che qualità assoluta, perfezione divina, per raggiungere un livello superiore, più puro, più performante, più rispettoso.
Non mi piacciono i distratti, i superficiali, odio la mediocrità.
Io sono eccellenza. Io sono il futuro. Io sono dentro. Devi cercarmi.
E quando mi trovi, trovi valore.
Now I can never show my face at noon
And you’ll only see me walking by the light of the moon.
Da lì, dalle brecce, entro nella mente senza parlare. A volte più del Brand-lord. Per questo non posso parlare.
Vorrei urlare le mie doti, dire che sono eccellenza, attrarre, mostrare, magari vendere… un mio prodotto… solo mio. Ma no. Non posso. Lo farei per un po’, per farmi conoscere, ma poi tornerei a essere me stesso. Brucerei tutto.
Allora sussurro, bisbiglio i miei attributi, i miei traguardi, così potenti a lampanti che parlano da soli. I Brand-lord mi mostrano come una medaglia sui loro prodotti, a dimostrare che valgono, che fanno scelte giuste. Loro. Io no: io non parlo. Sto lì. Guardo, osservo. Una lama di luce nell’ombra.
Oh you’ll never see my shade or hear the sound of my feet
While there’s a moon over bourbon street
Ahuuuuuuuuu……..


